“Liberamente attivo”: il progetto A.I.S.EA che contribuisce ad agevolare il benessere psico-fisico dei ragazzi

Il progetto “Liberamente attivo”

A partire dal 2022 A.I.S.E.A propone alle famiglie socie il progetto “Liberamente attivo” rivolto ai bambini e ragazzi affetti da emiplegia alternante e sindromi derivanti dalla mutazione del gene ATP1A3 per introdurli nel mondo dello sport, della musica, della rieducazione motoria, dell’arte e di ogni altra attività volta allo stimolo fisico, motorio, cognitivo e psicologico.

Ogni famiglia può identificare sul proprio territorio una struttura accreditata a svolgere attività di svago per persone con disabilità e presentare un progetto terapeutico professionale in grado di dimostrare l’utilità del percorso proposto per migliorare il benessere psico-fisico del proprio figlio/a. L’Associazione, se riterrà il progetto idoneo, potrà contribuire al budget di spesa dettagliato dall’ente che eroga il servizio. In questo modo ogni famiglia potrà gestire liberamente le attività dei propri ragazzi con un aiuto da parte di A.I.S.EA.

Come presentare la domanda, quale sia il contributo consentito e altri dettagli si possono richiedere alla segreteria dell’Associazione: telefono: 327 9276116.

L’esperienza di Francesco con l’Ippoterapia

Il neo consigliere di A.I.S.EA Antonello Sateriale è tra i soci che hanno colto questa opportunità e ci ha raccontato l’esperienza positiva del figlio Francesco, che pratica l’Ippoterapia nell’ambito del progetto “Liberamente attivo”.

“Da alcuni anni Francesco frequenta il centro ippico Tufini Country Club, situato nella valle del Sannio in Campania. – spiega Antonello – Qui ha sede operativa l’associazione Nitrì, un punto di riferimento sul territorio in materia di Terapia Assistita con il Cavallo in particolare nell’ambito della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza.  Dopo aver studiato la situazione clinica di Francesco, l’associazione Nitrì ha redatto un programma di attività da svolgersi con il cavallo per migliorare la condizione psico-fisica e motoria di mio figlio ed effettivamente si sono notati in lui dei progressi nel coordinamento, nella componente emotiva e nella gestione delle autonomie. L’opportunità di ricevere un contributo economico da parte di A.I.S.EA per sostenere in parte le spese ci è parsa ottima e ogni anno presentiamo domanda per partecipare all’iniziativa in base ai fondi disponibili.”

La terapia assistita con il cavallo è un trattamento globale, che interessa l’individuo nella sua totalità e incrementa la possibilità di sperimentarsi nell’ambiente. La persona viene messa in condizione di esercitare attività fisica, intelligenza, attenzione, intuito, affinamento percettivo, emozione e sentimento. Uno degli scopi principali della riabilitazione equestre è quello di tentare di portare la persona disabile a utilizzare tutto il suo corpo in modo armonico, nel tentativo di superare o limitare la disarmonia causata da problemi del sistema neuromotorio. Per ottenere questo viene sfruttato in primis il movimento del cavallo.
L’attività proposta dall’Associazione Nitrì segue le conformità dettate dalle “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali” approvate a marzo 2015 in Conferenza Stato-Regioni.

Nel progetto redatto per Francesco dall’Associazione Nitrì si legge:

“La posizione sul cavallo ha consentito, in Francesco, una drastica rottura degli schemi posturali patologici e riproduzione, in sella, di un pattern di movimento ripetuto per un periodo prolungato, con un ritmo simile a quello che si verifica nel passo dell’uomo normalmente. Il parallelismo tra la tridimensionalità del cammino umano e l’andatura del cavallo, ha dato la possibilità di sperimentare una situazione paragonabile ad una deambulazione fisiologica e corretta provando effetti a livello del bacino, del tronco, dei cingoli, degli arti superiori e del capo con conseguenti stimolazioni delle reazioni di raddrizzamento e di equilibrio…

Il lavoro svolto a cavallo ha sostenuto lo sviluppo armonioso e globale dei diversi sistemi muscolari, i continui aggiustamenti di posizione hanno aiutato il bambino ad acquisire maggior coscienza del proprio corpo.

Il passo del cavallo è molto ritmato ed ha un forte effetto cullante e calmante sul bambino. Questa attività ritmica elimina i movimenti parassitari, regolarizza il deficit della forza nervosa e procura delle sensazioni molto piacevoli. I differenti ritmi del cavallo richiedono al bambino un adattamento muscolare ed un aggiustamento del tono. Il passo, per la sua regolarità, è stato utilizzato anche a terra per armonizzare e migliorare la deambulazione del bambino chiedendo a Francesco di accompagnare a mano il cavallo per tratti medi. Va inoltre sottolineato che la pratica dell’attività con il cavallo, apporta miglioramenti e sblocchi a livello psicologico e sociale con il fine di superare ed accettare maggiormente la propria disabilità.”