Resoconto del secondo intervento scientifico al Meeting Nazionale Famiglie A.I.S.EA 2026

Una rete clinica e di ricerca per l’Emiplegia Alternante: spazio aperto di confronto tra medici e famiglie è il titolo del contributo scientifico con cui sono intervenute al Meeting Nazionale delle Famiglie A.I.S.EA ETS (Genova, 18 aprile 2026) la prof.ssa Elisa De Grandis, la dott.ssa Michela Stagnaro e la dott.ssa Ramona Cordani (I.R.C.C.S. “Giannina Gaslini”, Genova).

All’aggiornamento sulle attività svolte nell’ultimo anno dal punto di vista clinico ha fatto seguito un dialogo aperto con le famiglie per ascoltare le loro esigenze e sviluppare insieme strategie di supporto ai pazienti nel corso dell’evoluzione della malattia dalla presa in carico alla transizione verso l’età adulta.
Prima dell’intervento delle dottoresse del Gaslini si è presentata alle famiglie la dott.ssa Sara Satolli, neurologa presso l’Ospedale Santobono di Napoli, che segue cinque nuovi casi di bambini affetti da mutazione a carico del gene ATP1A3, un dato che ha sollevato la riflessione sull’opportunità di aggiornare il censimento dei soggetti affetti da Emiplegia Alternante sul territorio nazionale.

Prof.ssa Elisa De Grandis: Scala di valutazione sull’Emiplegia Alternante e progetti dell’IAHCRC Consortium

La prof.ssa Elisa De Grandis ha confermato che la scala di valutazione sull’Emiplegia Alternante, validata su 48 pazienti tra italiani e stranieri, è stata già revisionata una volta e si spera venga presto accettata per la pubblicazione definitiva, in modo da utilizzarla nell’ambito del progetto di sperimentazione farmacologica “TREAT-AHC” oggetto del precedente intervento del prof. Francesco Danilo Tiziano. La scala ha destato l’attenzione dei ricercatori brasiliani dell’Università di San Paolo, intervenuti da remoto al Workshop internazionale organizzato da A.I.S.EA ETS il giorno prima del meeting sul tema: “Alternating Hemiplegia of Childhood (AHC) and ATP1A3 Spectrum Disorders: current perspectives on diagnosis, management and research (Genova, 17 aprile 2026, “Gaslini Academy”). I colleghi brasiliani si sono mostrati molto interessati a impiegare la scala sui loro pazienti affetti da Emiplegia Alternante.

Le ricercatrici del Gaslini proseguono inoltre la loro collaborazione anche con l’International Alternating Hemiplegia of Childhood Research Consortium (IAHCRC Consortium), che prevede la prossima pubblicazione di un secondo studio sulla neuroradiologia, lo sviluppo di uno studio cardiologico e una ricerca, diretta dall’University College di Londra, sulle varianti più rare causative dell’Emiplegia Alternante.

Dott.ssa Michela Stagnaro: Workshop A.I.S.EA ETS alla Gaslini Academy e Transizione verso l’età adulta

La dott.ssa Michela Stagnaro ha illustrato in breve i risultati del workshop internazionale organizzato da A.I.S.EA ETS menzionato in precedenza. A 15 anni di distanza dal primo convegno internazionale sull’Emiplegia Alternante nel nostro Paese (Genova, novembre 2011), quest’evento ha riconfermato il ruolo di primo piano dell’Italia nella ricerca sulle sindromi provocate dalle mutazioni del gene ATP1A3. Il programma, predisposto dalla direttrice scientifica dell’evento prof.ssa Elisa De Grandis, ha toccato molteplici aspetti, dagli studi clinici in corso alle nuove frontiere della genetica, dall’evoluzione della malattia con l’avanzare dell’età dei pazienti, al ruolo cruciale delle associazioni di pazienti, un excursus multidisciplinare utile a tracciare le basi per indirizzare gli studi futuri.

Con l’avanzamento dell’età dei pazienti sono stati registrati nuovi sintomi che si inseriscono in una patologia già molto complessa, che sembra non rappresentino una comorbidità ma derivino essi stessi dal malfunzionamento della pompa sodio-potassio. Poiché gli studi ad oggi conosciuti sulla sindrome sono stati effettuati sui bambini che ora stanno crescendo, non esiste letteratura sui pazienti adulti e mancano linee guida da trasmettere agli specialisti dell’adulto nella transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Ė noto che l’Emiplegia Alternante comporta un disordine evolutivo non degenerativo e che i primi cinque anni di vita rappresentano la finestra temporale in cui il cervello è più vulnerabile, per cui quanto succede in questo periodo di tempo traccia il percorso di vita dei pazienti. I soggetti adulti hanno manifestato nuovi o più severi sintomi della malattia: allucinazioni visive e uditive, sintomatologie psichiatriche, disfunzioni neurologiche, epilessia, emicrania. Alcune famiglie riferiscono di blocchi della parte mandibolare e spasmi nei ragazzi che impediscono loro di parlare nonostante vengano conservate le competenze motorie. Quest’evoluzione del quadro clinico rende indispensabile ragionare su come gestire al meglio i sintomi della malattia nell’avanzare dell’età. Con alcuni neurologi dell’adulto intervenuti al convegno (A. Gambardella, F. Fortunato, S. Balestrini) si è ragionato sull’ipotesi di un evento in collaborazione con la Società Italiana di Neurologia per individuare professionisti e centri di riferimento dove indirizzare i pazienti adulti, creando così una rete tra gli ospedali pediatrici specializzati nella ricerca sulle malattie rare e gli ospedali del territorio.

La dott.ssa Eleni Panagiotakaki ha illustrato con il supporto di video esplicativi tutte le patologie correlate alle mutazioni del gene ATP1A3, rilevando la difficoltà di diagnosi aggravata da condizioni particolari come casi isolati riconducibili solo parzialmente all’Emiplegia Alternante o forme atipiche che non esordiscono nell’infanzia ma in età più avanzata dopo un episodio acuto come potrebbe essere anche una crisi epilettica. Le stesse mutazioni del gene ATP1A3 possono dare quadri clinici diversi, condizione che lascia presupporre l’esistenza di aspetti non ancora noti agli specialisti. Per studiare questi fenomeni un aiuto proviene dalla criomicroscopia, tecnica innovativa che permette di analizzare macromolecole biologiche, come le proteine, a livello di singola molecola e osservare direttamente il loro fenotipo.

In collegamento da Barcellona è intervenuta la dott.ssa Carmen Fons che ha affrontato il tema dei vari approcci farmacologici per trattare l’Emiplegia Alternante, confermando che la Flunarizina resta tuttora il “gold standard”. Si è evidenziato che in letteratura mancano dati su cosa accade quando i farmaci non funzionano e sugli effetti collaterali, che sarebbe opportuno segnalare.

L’intervento della dott.ssa Mariasavina Severino ha illustrato i risultati di uno studio già pubblicato sulle evidenze della Risonanza Magnetica nei pazienti con Emiplegia alternante sottoposti all’esame. Si è notata una riduzione della sostanza bianca in alcune aree cerebrali del cervelletto e in taluni casi nella zona frontale, sede delle funzioni più esecutive. Di particolare interesse la spiegazione di come funzioni il connettoma, la mappa completa e dettagliata di tutte le connessioni neurali nel cervello. Nel nostro cervello esistono zone cerebrali che fungono da centraline e hanno un ruolo fondamentale poiché da questi punti le informazioni si collegano e si diramano nelle zone periferiche del cervello.

Nel corso del convegno si è parlato anche di epilessia e di come nell’Emiplegia Alternante la mutazione E815K sia più associata a una maggiore incidenza di sviluppare crisi epilettiche.

Ė stata presentata una sintesi delle ricerche pubblicate sugli aspetti cardiologici, in particolare sulle alterazioni del ciclo cardiaco come la polarizzazione e l’accorciamento del QT, che provocano aritmie. Sulla base degli studi eseguiti a livello internazionale il dott. F. Fortunato e la dott.ssa S. Balestrini hanno evidenziato l’utilità per i pazienti di sottoporsi periodicamente ad elettrocardiogramma per tenere monitorata la situazione.

Una parte del Workshop è stata dedicata alle associazioni di pazienti e alla storia italiana ed europea dei gruppi di famiglie nati per supportare la ricerca. In questa sessione sono intervenuti Filippo Franchini, (vicepresidente A.I.S.EA) e Rosaria Vavassori (IAHCRC Consortium).

Prof. Danilo Tiziano: ricerca genetica al Workshop A.I.S.EA ETS presso la Gaslini Academy

Il prof. Danilo Tiziano ha spiegato brevemente quanto emerso durante il workshop in merito alla ricerca genetica. Per quanto concerne la terapia basata sul “gene editing” la ricerca procede con cautela, in quanto bisogna essere certi che il sistema di correzione di un difetto nel genoma vada a colpire proprio il target esatto e non interagisca con altri frammenti del DNA. Il problema dell’ATP1A3 deriva dal fatto che esistono diversi geni legati allo stesso ceppo originario molto simili tra loro e facilmente confondibili. Benché il “gene editing” o “prime editing” stia producendo risultati promettenti nella sperimentazione sul modello animale, è necessario altro tempo prima di passare alla sperimentazione umana. Inoltre bisogna considerare che per ogni mutazione è necessario un percorso di autorizzazione da parte degli enti regolatori e questo può significare che venga data priorità alle mutazioni più comuni. La genetica sta studiando anche approcci più sicuri che non intervengono direttamente sul DNA ma che agiscono sul suo prodotto, ossia l’RNA, e non producono pertanto cambiamenti irreversibili.

Dott.ssa Ramona Cordani: l’importanza delle ricerche sul sonno

La dott.ssa Ramona Cordani ha parlato degli studi relativi all’incidenza del sonno nell’Emiplegia Alternante. Tutte le ricerche concordano sul fatto che sia nei più piccoli sia nei soggetti adulti la qualità del sonno è molto bassa, mentre è riconosciuta un funzione ristorativa del sonno durante le crisi. Questi fattori suggeriscono di inserire il sonno nella valutazione clinica dei pazienti e di studiare i suoi meccanismi più approfonditamente.

Conclusioni della prof.ssa Elisa De Grandis

La prof.ssa Elisa De Grandis ha sottolineato l’alta qualità dei contributi scientifici del workshop A.I.S.EA ETS, organizzato con il supporto della Gaslini Academy di Genova e il prestigio dei relatori e moderatori invitati. L’incontro tra esperti di livello internazionale ha fatto emergere nuove idee e proposte tra cui l’ipotesi di istituire incontri periodici on line per confrontarsi con i colleghi sui temi più importanti. Si sta ragionando anche sulla realizzazione di un documento di sintesi del convegno contenente tutte le relazioni esposte.

L’intervento si è concluso con il proposito di riorganizzare il comitato scientifico di A.I.S.EA ETS in modo che lo stesso possa farsi promotore di nuove istanze, creando valore aggiunto e dando seguito al bagaglio di relazioni instaurate nel corso dell’evento internazionale.

Il consiglio direttivo di A.I.S.EA ETS insieme ai medici e ricercatori intervenuti al Meeting Nazionale Famiglie A.I.S.EA 2026