Su “Neurology Genetics” i risultati del 10° “Simposio ATP1A3 in Disease” (2022)

È stato pubblicato il mese scorso sulla rivista “Neurology Genetics” il rapporto sul decimo “Simposio ATP1A3 in Disease” tenutosi a Edimburgo nel 2022, in occasione del decimo anniversario della scoperta delle mutazioni a carico del gene ATP1A3 come causative dell’emiplegia alternante dell’infanzia (AHC).

Le 8 varianti ATP1A3 più diffuse associate alle malattie causate da mutazioni ATP1A3 nei 1.092 pazienti esaminati e riportati in letteratura dal 2004 al 2021

Quest’evento ha segnato un decennio di rapidi progressi nella ricerca, nella comprensione clinica e nello sviluppo di strategie terapeutiche per le malattie correlate al gene ATP1A3, a partire dall’identificazione di varianti patogenetiche e del loro ruolo nella patogenesi della malattia. Lo spettro delle malattie correlate al gene ATP1A3 si è ampliato da tre a sette condizioni distinte, con l’emiplegia alternante come la più diffusa: Distonia Parkinsonismo a esordio rapido (RDP); Emiplegia alternante dell’infanzia (AHC); Encefalopatia epilettica infantile precoce; Debolezza parossistica ed encefalopatia indotte dalla febbre (FIPWE); Episodi ricorrenti di atassia cerebellare (RECA); Encefalopatia epilettica profonda precoce con polimicrogiria (PMG); Sindrome CAPOS (atassia cerebellare, areflessia, piede cavo, atrofia ottica e sordità neurosensoriale).
La complessità dell’emiplegia alternante è ulteriormente aggravata dal fatto che non tutti gli individui con la sindrome presentano varianti di ATP1A3, il che rende ancora più difficile decifrare la relazione genotipo-fenotipo in questa malattia ultra-rara. La conferenza ha anche presentato strategie terapeutiche emergenti, tra cui la terapia genica, gli oligonucleotidi antisenso e gli interventi con micromolecole.

Il simposio ha fornito nuovi dati in merito al coinvolgimento delle funzioni cardiaca e respiratoria nell’emiplegia alternante, all’impatto della disfunzione della pompa sodio-potassio (Na+, K+-ATPasi) sullo sviluppo neurologico e alla comprensione in continua evoluzione delle traiettorie progressive della malattia.

La conferenza è stata fondamentale non solo per la presentazione di ricerche all’avanguardia, ma anche per l’incontro tra famiglie e pazienti, che sono, di fatto, i veri esperti nella loro esperienza di vita. Le loro intuizioni non solo sono state condivise, ma hanno anche contribuito attivamente alla creazione di priorità di ricerca, influenzando le discussioni sugli approcci terapeutici, la progettazione degli studi clinici e le strategie di assistenza a lungo termine. Uno dei temi principali emersi dal simposio è stata la necessità di una migliore gestione dei sintomi, al di là degli episodi emiplegici, con un crescente riconoscimento dell’impatto della distonia, dei disturbi del sonno, delle disfunzioni autonomiche e delle manifestazioni psichiatriche sulla qualità della vita dei pazienti.

È stata inoltre sottolineata l’importanza di garantire una transizione fluida dai servizi sanitari pediatrici a quelli per adulti, poiché le patologie correlate all’ATP1A3 sono condizioni permanenti che richiedono un supporto multidisciplinare continuo.

Nonostante i significativi progressi compiuti nel decennio successivo alla scoperta del gene, la realtà attuale per chi convive con l’emiplegia alternante rimane impegnativa. Come ha osservato con tono toccante Dominique Poncelin, ex presidente dell’Associazione Francese per le Famiglie AHC (AFHA), “Un anno non è quasi nulla per la ricerca: (sono trascorsi) 12 anni tra la prima banca biologica e la scoperta del gene che causa l’AHC. Ma un anno significa 365 giorni di situazioni stressanti o preoccupanti nella vita quotidiana delle famiglie”.

Quanto emerso nel corso del convegno sottolinea la necessità critica di trattamenti mirati, l’urgenza di proseguire la ricerca e l’importanza di un approccio collaborativo e duraturo che integri il progresso scientifico con le priorità segnalate dai pazienti. L’auspicio è che il prossimo decennio veda il perfezionamento degli obiettivi terapeutici, interventi genetici avanzati e un rafforzamento dell’assistenza multidisciplinare per migliorare i risultati clinici e la qualità della vita.


L’ARTICOLO SCIENTIFICO IN INGLESE

 Alternating Hemiplegia of Childhood and ATP1A3-Related Diseases
Alexander J. Simpson, Ailsa McLellan, Katherine Elizabeth Behl, Jo Brown, Steven J. Clapcote, J. Helen Cross, Arn M.J.M. van den Maagdenberg, Aikaterini None Vezyroglou, Simona Balestrini, and Sanjay M. Sisodiya
“Neurology Genetics”
October 2025 issue 11 (5) e200308
https://doi.org/10.1212/NXG.0000000000200308

IL RESOCONTO DI A.I.S.EA SUL 10° SIMPOSIO ATP1A3

Sul 10° simposio “Simposio ATP1A3 in Disease”2022 si legga anche il resoconto di A.I.S.EA a cura di D. Tiziano, E. Abiusi, A. Novelli (Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
https://www.aiseaets.org/eventi/10-simposio-internazionale-atp1a3-in-disease-edimburgo-19-21-ottobre-2022/